
Altopiano del Renon: cosa vedere, escursioni, sapori e consigli per una prima visita
Boschi silenziosi, laghi alpini, vigneti affacciati sulle Dolomiti e un ritmo che invita a rallentare. L’Altopiano del Renon, in Alto Adige, è una delle destinazioni più affascinanti per chi desidera vivere la montagna in modo autentico, lontano dalle località più affollate. Situato sopra Bolzano, questo territorio soleggiato regala panorami spettacolari, sentieri accessibili a tutti e una forte connessione con la natura, tra benessere, gastronomia e sostenibilità.
Se stai organizzando un viaggio sul Renon per la prima volta, questa guida raccoglie tutto ciò che devi sapere: come arrivare, cosa vedere, le passeggiate più belle, dove mangiare e le esperienze da non perdere.
Dove si trova l’Altopiano del Renon
Table of Contents
L’Altopiano del Renon (Ritten in tedesco) si estende sopra Bolzano, tra i 1.000 e i 2.260 metri di altitudine, fino alla cima del Corno del Renon. Grazie alla sua posizione privilegiata, offre una vista spettacolare sulle Dolomiti, in particolare sui gruppi dello Sciliar e del Catinaccio. Conosciuto come “l’altipiano del sole”, il Renon beneficia di circa 300 giorni di sole all’anno, una caratteristica che lo rende una meta ideale in ogni stagione.

Perché il Renon è chiamato la Riviera delle Dolomiti
Soprannominato la “Riviera delle Dolomiti”, il Renon ha una lunga storia di accoglienza turistica: già nel 1600 i nobili di Bolzano soggiornavano su queste alture per fuggire dal calore della città. Venne così inventata la cosiddetta Sommerfrische, la villeggiatura estiva.
“Il Renon è divinamente bello e accogliente”: con queste parole Sigmund Freud descriveva l’altipiano al suo amico Carl Gustav Jung. Erano i primi anni del Novecento e, già da molto tempo, questi luoghi erano diventati il rifugio estivo dei bolzanini: le ville patrizie e le case di villeggiatura in stile liberty testimoniano tuttora la tradizione centenaria dell’altipiano come meta di villeggiatura. Poi ci sono i paesini, tutti deliziosi: da Soprabolzano a Collalbo, da Auna di Sopra a Longostagno, fino alla graziosa Costalovara, adagiata vicino a un laghetto. Oggi arrivarci è molto più semplice, ma il senso di pace e tranquillità è immutato.
Come arrivare al Renon
Raggiungere il Renon senza auto è semplice e rappresenta una scelta sostenibile. Il modo più comodo consiste nell’arrivare in treno a Bolzano e utilizzare la moderna funivia che collega la città a Soprabolzano in appena 12 minuti. Durante il tragitto il panorama si apre progressivamente sulle montagne e sui vigneti che risalgono il versante. Una volta sull’altopiano, ci si può spostare facilmente grazie al caratteristico Trenino del Renon e agli autobus locali. Chi soggiorna nelle strutture aderenti riceve spesso la RittenCard, che consente di utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici e accedere a numerose attrazioni.
Il Trenino del Renon
A collegare Collalbo con Soprabolzano c’è infatti lo storico Trenino del Renon. Inaugurata il 13 agosto 1907, la Ferrovia a scartamento ridotto del Renon era un autentico gioiello di tecnologia: si saliva a bordo delle eleganti carrozze in piazza Walther, nel centro di Bolzano, e si scendeva direttamente sull’altipiano del Renon, la “montagna per eccellenza” della buona borghesia bolzanina. Il tutto affrontando un dislivello di un migliaio di metri grazie alla trazione a cremagliera, realizzata sul modello dei trenini alpini svizzeri, allora molto in voga.

Oggi il Trenino del Renon è ancora in servizio tutti i giorni, dalle ore 6 del mattino alle 23. La spettacolare tratta percorre l’altipiano da Maria Assunta (Soprabolzano) a Collalbo, con uno sviluppo di circa 6,8 km. L’ultimo del suo genere in tutto l’Alto Adige, è tuttora un’attrazione turistica: merito del suo approccio “slow”, che regala (alla velocità di 30 km/h) una full immersion in un paesaggio dolomitico contrappuntato dal verde dei boschi e da antiche chiesette di montagna. Grazie ad alcuni convogli formati da carrozze d’epoca rivestite in legno, è possibile anche un tuffo nel passato (due volte al giorno, sempre la mattina).
Perché visitare il Renon
Il Renon è una destinazione perfetta per chi cerca: escursioni facili e panoramiche; laghi alpini balneabili; esperienze di benessere nella natura; gastronomia autentica dell’Alto Adige; cantine e degustazioni di vino; mobilità sostenibile; panorami sulle Dolomiti. Qui il bosco non è soltanto uno scenario naturale, ma il vero protagonista del viaggio. Tra abeti, larici e radure silenziose si sviluppano sentieri che invitano a rallentare, respirare e ritrovare un contatto autentico con l’ambiente.
Le passeggiate più belle da fare sul Renon

Freud Promenade: la passeggiata più famosa dell’altopiano
Tra i percorsi più conosciuti del Renon c’è la Freud Promenade, dedicata a Sigmund Freud, che trascorse diverse estati a Collalbo. Il sentiero collega Soprabolzano e Collalbo attraverso circa 6 chilometri di boschi e prati. Lungo il percorso si incontrano panchine in legno che riportano citazioni del celebre psicoanalista, trasformando la camminata in un’esperienza contemplativa. Facile e quasi pianeggiante, è perfetta per chi visita il Renon per la prima volta.
Le Piramidi di Terra del Renon
Le Piramidi di Terra rappresentano uno dei fenomeni naturali più spettacolari dell’Alto Adige. Queste particolari colonne d’argilla sormontate da grandi massi si sono formate nel corso dei secoli grazie all’erosione e oggi creano un paesaggio sorprendente immerso nei boschi. I sentieri che conducono ai punti panoramici partono da Collalbo, Longomoso, Soprabolzano e Auna di Sotto. Il punto di osservazione più facile da raggiungere si trova nella valletta di Rio Fosco, a circa trenta minuti a piedi dalla stazione di Collalbo. Il momento migliore per visitarle è il tardo pomeriggio, quando la luce dorata valorizza il contrasto tra il colore della terra e il verde della vegetazione.

Lago di Costalovara: una perla tra i boschi
Tra le cose da vedere sul Renon non può mancare il Lago di Costalovara. Circondato da una fitta vegetazione e alimentato da sorgenti naturali, è considerato uno dei laghi balneabili più puliti d’Italia. Le sue acque tranquille riflettono le montagne circostanti creando uno scenario particolarmente suggestivo. Una passeggiata lungo le sue rive permette di scoprire uno degli angoli più rilassanti dell’altopiano.
Sentiero Kneipp: il percorso benessere nel bosco
Chi desidera combinare natura e wellness può percorrere il Sentiero Kneipp tra Tann e Bad Siess. Lungo circa 1,2 chilometri, il percorso attraversa il bosco e propone cinque stazioni dedicate ai principi della filosofia Kneipp: movimento, acqua, erbe officinali, alimentazione ed equilibrio personale. Percorsi a piedi nudi, vasche di acqua fredda e momenti di riflessione trasformano la passeggiata in una vera esperienza sensoriale immersa nella natura.

Boscoterapia sul Renon: il benessere nasce nel bosco
Negli ultimi anni il Renon è diventato una meta apprezzata da chi pratica la boscoterapia o forest bathing. Camminare tra gli alberi, respirare profondamente e lasciarsi accompagnare dai suoni della natura permette di rallentare i ritmi quotidiani e ritrovare una sensazione di equilibrio e benessere. I boschi dell’altopiano, che si estendono per ampie aree tra Collalbo, Soprabolzano e il Corno del Renon, rappresentano l’ambiente ideale per vivere questa esperienza.
Il mondo delle api: benessere, natura e tradizioni sul Renon
Tra le esperienze più originali da vivere sull’Altopiano del Renon c’è quella legata al mondo delle api, protagoniste di una tradizione che qui si intreccia con il benessere e la sostenibilità. A Costalovara,l’Apipura Hotel Rinner trasforma l’apicoltura in un’esperienza immersiva grazie all’api-wellness, una pratica ideata da Paul Rinner, apicoltore di terza generazione. Gli ospiti possono beneficiare dell’inalazione dell’aria proveniente dagli alveari, naturalmente arricchita da oli essenziali, flavonoidi e profumi di cera e miele, in un ambiente studiato per favorire il relax e il benessere delle vie respiratorie. L’esperienza prosegue con visite guidate all’apiario, degustazioni di miele biologico e passeggiate lungo il suggestivo Sentiero delle Api, un percorso che permette di conoscere da vicino il prezioso lavoro dell’Apis mellifera e il ruolo fondamentale degli impollinatori nell’ecosistema alpino.

Merita una visita anche il Museo dell’Apicoltura Plattnerhof, ospitato in uno storico maso vicino al Lago di Costalovara. Qui si possono scoprire antichi strumenti utilizzati dagli apicoltori, osservare le tradizionali arnie in legno e seguire un percorso didattico all’aperto che racconta la vita delle api e la produzione del miele. Un’esperienza che unisce cultura rurale, natura e prodotti del territorio, con la possibilità di acquistare miele, cosmetici alla cera d’api e altre specialità artigianali in loco.
Cosa mangiare sul Renon: un paradiso per gli amanti della gastronomia
Tra i motivi che rendono il Renon una destinazione speciale c’è anche la sua cucina. Dai vigneti che si affacciano sulla conca di Bolzano fino ai pascoli in quota, l’altopiano offre una straordinaria varietà di prodotti agricoli che raccontano il territorio attraverso i sapori. Grazie al clima favorevole e alle circa 300 giornate di sole all’anno, sul Renon cresce praticamente di tutto: ortaggi, frutta, erbe aromatiche, uva, piccoli frutti e prodotti destinati alla trasformazione artigianale. Nei ristoranti, negli agriturismi e nei masi si possono assaggiare piatti che seguono il ritmo delle stagioni e valorizzano ingredienti raccolti a pochi chilometri dalla tavola.
I sapori del bosco
La natura entra direttamente nei piatti della tradizione locale. In primavera ortiche, silene e tarassaco diventano ingredienti per canederli e ravioli fatti in casa. In estate arrivano mirtilli e lamponi selvatici, protagonisti di dolci e conserve, mentre l’autunno porta funghi porcini e finferli che arricchiscono zuppe e paste fresche. Non mancano preparazioni aromatiche a base di aghi di pino e gemme di abete, utilizzate per sciroppi, burri e infusi.

Bontà dal maso: i prodotti tipici a km 0
Per chi ama il turismo enogastronomico, il progetto “Bontà dal maso” rappresenta una delle esperienze più interessanti da vivere sul Renon. L’iniziativa mette in rete produttori agricoli e strutture ricettive, permettendo ai visitatori di acquistare direttamente dai contadini le eccellenze del territorio. Tra i prodotti da portare a casa: speck e salumi artigianali; miele di montagna; formaggi locali; uova fresche; succhi di frutta; marmellate; ortaggi di stagione; erbe aromatiche; vino del territorio; mozzarella di bufala; carne Wagyu allevata sul Renon. Un modo autentico per conoscere il territorio attraverso chi lo vive ogni giorno.
Dove mangiare e bere sul Renon



Dalla cucina gourmet alle tradizionali stube di montagna, il Renon offre indirizzi per tutti i gusti. Tra le strutture più interessanti si segnalano: ad Auna di Sotto, il ristorante Pierbamer, dove i fratelli Werner e Hannes Unterhofer interpretano la cucina di montagna con eleganza e creatività. Piatti che valorizzano la stagionalità e il territorio, accompagnati da una selezione di eccellenti vini altoatesini.
Dopo una passeggiata sul Corno del Renon, la sosta perfetta è alla Feltuner Hütte. Qui la famiglia Rabanser porta in tavola l’autenticità della tradizione contadina: speck di produzione propria, canederli, gulasch di bovini di montagna e pasta al ragù di selvaggina, il tutto con vista sulle Dolomiti.
Il viaggio del gusto continua all’Hotel Lichtenstern, recentemente rinnovato, dove è possibile degustare vini del territorio e assaporare i gelati artigianali preparati ogni giorno dal proprietario Sepp Hohenegger, gelataio per passione e professione.



All’Hotel Bella Posta, invece, la tradizione altoatesina si esprime attraverso piatti che celebrano la cucina locale, dai canederli preparati secondo ricetta tradizionale ai prodotti che raccontano il legame profondo con la montagna.
Tra vigneti terrazzati e pendii scoscesi si raggiunge poi la Tenuta Dolomytos Sacker, simbolo della viticoltura eroica altoatesina. Qui nascono vini unici affinati nel suggestivo Dolomytostunnel, una galleria scavata nella montagna che garantisce condizioni ideali per una lenta maturazione.
Ad Auna di Sotto merita una visita anche l’azienda di Tomas Kohl, che ha trasformato l’attività di famiglia in una realtà specializzata nella produzione di sidri gourmet ottenuti da mele monovarietali, espressione autentica del territorio del Renon.
Infine, nel centro di Collalbo, lo storico Hotel Bemelmans Post custodisce una curiosità che affascina gli amanti della storia: qui venne celebrato il 25° anniversario di matrimonio di Sigmund Freud. Oggi, tra sale ricche di fascino e piatti della tradizione come gli schlutzkrapfen fatti a mano, continua ad accogliere viaggiatori e buongustai. Per un’esperienza più autentica meritano una visita anche i masi storici dell’altopiano come Rielingerhof, Pfoshof, Zunerhof e Signaterhof.
Le cantine del Renon e il Sentiero del Vino Rebe
Pochi sanno che il Renon è anche una destinazione ideale per gli appassionati di vino. I vigneti che collegano Bolzano all’altopiano producono alcune delle etichette più interessanti dell’Alto Adige e possono essere visitati attraverso degustazioni guidate. Tra le aziende più interessanti figurano la Tenuta Perlhof, la Tenuta Ebner, la Ansitz Waldgries, il Maso Rielinger e la Tenuta Dolomytos Sacker, realtà che puntano sulla qualità e sulla sostenibilità.
Per scoprire il paesaggio vitivinicolo in modo attivo vale la pena percorrere il Sentiero del Vino Rebe, una piacevole escursione tra i filari che collega Bolzano a Signato. Il percorso segue in parte un’antica strada romana e offre splendidi scorci sulla valle, oltre a installazioni artistiche e pannelli dedicati alla cultura del vino.
Quando visitare il Renon
Il Renon è una destinazione adatta a tutto l’anno. La primavera è ideale per le fioriture, le escursioni e le attività legate alle erbe spontanee. L’estate offre temperature piacevoli e la possibilità di fare il bagno nel Lago di Costalovara. L’autunno regala colori straordinari tra boschi e vigneti, mentre l’inverno trasforma l’altopiano in un tranquillo paradiso innevato.

Viaggio e racconto il tuo territorio scrivendo di turismo, marketing territoriale e storytelling nel mio blog TripOrTrek