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Capo di Leuca: tra borghi e mare nel cuore del Salento

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Terra di confine abbracciata da due mari, il Salento, nell’estremità meridionale della Puglia, è un luogo in cui la devozione cristiana ha radici antiche come gli ulivi che dominano il suo paesaggio brullo e incontaminato. Se le sue coste offrono spiagge da sogno che gradatamente cedono il posto a calette segrete e scogliere a strapiombo sul mare, l’entroterra del Capo di Leuca cela piccoli borghi in cui la vita scorre lentamente. Angoli di Salento ricchi di monumenti, frantoi ipogei e chiese in cui l’arte barocca narra vite e miracoli di figure, come S.Antonio di Padova, che si possono scoprire grazie ai “Cammini di Leuca”, percorsi ciclo-pedonali che presto uniranno i Comuni del Capo.

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I CAMMINI

Sin dall’antichità il Capo di Leuca è stato la porta d’accesso al Mediterraneo e all’Oriente. Un territorio centrale per il “Mare Nostrum” che oggi desidera rinascere portando all’attenzione dei viaggiatori non solo le antiche vie di pellegrinaggio che conducevano al santuario di S.Maria di Leuca- De Finibus Terrae, ma anche un nuovo senso di accoglienza che integra le realtà ecclesiali a quelle turistiche. I “Cammini di Leuca“, infatti, sono il marchio che caratterizzerà i percorsi inseriti nel progetto del “Parco Culturale Ecclesiale Terre del Capo di Leuca- De Finibus Terrae” la fondazione istituita dal vescovo di Ugento- S.Maria di Leuca, Vito Angiuli, seguendo l’eredità spirituale del suo predecessore don Tonino Bello. L’istituzione intende promuovere una gestione integrata dei beni culturali del territorio con l’aiuto della Conferenza Episcopale Italiana, del Gruppo di Azione Locale “Capo S. Maria di Leuca”, dei Comuni, della Provincia di Lecce e della Regione Puglia. Il primo tratto dei “Cammini” in 10 km collega il complesso di “Leuca Piccola”, a Barbarano del Capo, alla Basilica De Finibus Terrae.

LEUCA PICCOLA

Snodo centrale delle vie Sallentina, Leucadense e Traiana-Calabra, le tre antiche direttrici che interessano l’intero territorio, il santuario di S.Maria del Belvedere, gioiello architettonico eretto tra il XVII e il XVIII secolo, venne rinominato “Leuca Piccola” non solo perchè riproduceva il santuario De Finibus Terrae, ma anche perchè era l’ultima tappa del pellegrinaggio che conduceva all’importante luogo di culto nel “Tacco d’Italia”. Oltre che dalla chiesa, scrigno dell’arte sacra salentina, il complesso era composto da ambienti di servizio e locali, anche ipogei, dove i pellegrini potevano riposarsi.

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I BORGHI

Poco distante dal santuario, seguendo una strada tra gli uliveti, si incontra Morciano di Leuca, paese le cui origini risalgono alle età messapica e romana che ha saputo conservare il fascino dei suoi palazzi storici, caratterizzati da stanze con soffitti a volta e graziosi cortili interni, con restauri che ne valorizzano storie e leggende come avvenuto nel b&b “Il cortile dei nonni” e nel ristorante “Al Capitano Cortese“.

Seguendo le vie di pellegrinaggio, il paese di Salve appare con il suo pittoresco centro storico in cui si trova anche il frantoio ipogeo “Le Trappite” a testimonianza della vera ricchezza del Salento: l’olio. Spingendosi nell’entroterra, invece, Ruffano coniuga tesori pagani e cristiani nella chiesa Matrice edificata sui resti di una cappella di rito greco tra il 1706 e il 1713.

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Scendendo lungo la costa adriatica, Tiggiano e Corsano sono rinomate per le antiche “vie del Sale” che dall’entroterra lungo sentieri delimitati dai tipici “tratturi”, muretti a secco e dalle “pajare” edifici simili a trulli, si aprono su suggestivi paesaggi marini mentre Alessano, con i suoi eleganti palazzi, rimanda ai fasti dei Gonzaga, che quì trovarono dimora, e alla storia del vescovo don Tonino Bello.

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Per gli amanti del trekking a Gagliano del Capo, con le guide dell’associazione Archès, si può intraprendere il sentiero del Ciolo, camminamento a picco sul mare che conduce al sito archeologico delle Grotte Cipolliane.

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Infine Patù accoglie i turisti con la sua storia messapica racchiusa nel complesso che vede la chiesa di S.Giovanni Battista, del XII secolo, affiancata al monumento funerario medievale “Centopietre” costruito con le rovine dell’antica città di Vereto.

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IL PANE DI S. ANTONIO

Come a Patù anche in altri borghi la figura di Sant’Antonio occupa un posto speciale nel cuore dei salentini tanto che, nel giorno a lui dedicato, molti paesi lo ricordano con celebrazioni civili e religiose a volte piccole e sentite, altre sfarzose e ricchissime. Tuttavia c’è un’usanza che accomuna tutti i festeggiamenti: la benedizione del pane, una consuetudine che nasce, come molte tradizioni “religiose” da un evento miracoloso ovvero la vicenda del piccolo Tommasino, annegato in una tinozza d’acqua e riportato in vita grazie ad un miracolo del Santo che ascoltò le preghiere e il voto fatto dalla madre del bimbo: distribuire ai poveri la quantità di grano corrispondente al peso del bambino. Da allora nacque la tradizione «pondus pueri» (il peso del bambino) con la quale, i genitori in cambio di protezione per i propri figli promettevano al Santo tanto pane quanto era il loro peso.
Questa antica tradizione si è tramandata nei secoli: tutte le donne del Salento si recano in chiesa il 13 giugno a “prendere” il pane benedetto, lo suddividono con meticolosa attenzione tra i membri della famiglia affinché tutti ne assaggino un pezzettino e quello che avanza lo conservano nella credenza e lo gettano fuori dalla porta nei giorni in cui si scatenano i temporali per proteggere la casa.

Santa MARIA DI LEUCA

Seguendo la costa si arriva a S.Maria di Leuca, ridente località balneare, incastonata tra i promontori Meliso e Ristola, in cui spiccano ville dallo stile eclettico e dove le promesse degli uomini e quelle divine si uniscono all’ombra del santuario De Finibus Terrae dalla cui sommità si ammira l’unione dei mari Adriatico e Ionio. 

Commenti:

  • 4 Luglio 2018

    Non ci sono parole.
    Troppa bellezza!

    reply...
  • 5 Luglio 2018

    meraviglia delle meraviglie, grazie per questo gita ^_^

    reply...

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