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Perché raccontare un viaggio? Dalle fasi iniziali alla scrittura

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Perché raccontare un viaggio? Il passaggio dal vivere l’esperienza alla sua trascrizione in un diario passa per alcune fasi. Quattro momenti fondamentali durante i quali anche lo stile di scrittura evolve insieme alle nostre emozioni. Scopriamoli.

Fernando Pessoa descrisse in una poesia il viaggiare come “Essere costantemente altro”. Ed è vero. Partire, uscire dal quotidiano e dalle proprie abitudini per scoprire nuove terre e immergersi in nuove culture significa contaminare il nostro essere con pezzi di un’altra vita. Con nuove emozioni ed esperienze che nel corso del tempo diventano ricordi. Dunque perché raccontare un viaggio?

La ricerca di storie, luoghi e persone è l’occasione perfetta per incontrare l’altro, il diverso, lo sconosciuto. E’ l’occasione per metterci alla prova con il mondo e con noi stessi, per aprire mente e cuore verso nuovi orizzonti e punti di vista.

Ogni viaggio, infatti si compone di quattro momenti fondamentali: 

  • partenza
  • transito
  • arrivo
  • ritorno

Quattro periodi che possiamo raccontare in modi diversi, attraverso scrittura, fotografia, video o disegno, ma che hanno un obiettivo comune ricordare, eternizzare emozioni e cristallizzare gli istanti in cui “eravamo costantemente altro”. 

Il viaggio, infatti, non è solo la ricerca dell’altro ma anche del sé. Può nascere da una curiosità, un desiderio o un bisogno e il racconto del viaggio è che la rilettura della nostra vita. Attraverso il racconto possiamo rivivere sensazioni ed esperienze ogni volta che lo vogliamo e la scrittura di viaggio evolve insieme a noi a mano a mano che viviamo in quei quattro momenti

Il tempo che precede la partenza è quello dell’immaginazione, del sogno, della preparazione attraverso lo studio di mappe, guide e immagini. 

Il tempo del transito è quello dei pensieri e delle emozioni catturati attraverso foto, video e la prima stesura di un diario fatto di appunti sparsi, veloci e sintetici

Il tempo dell’arrivo ha il sapore dolce amaro dell’esperienza appena conclusa che iniziamo a rivivere riguardando le foto e riordinando gli appunti con una scrittura più elaborata ed evocativa 

Infine c’è il tempo del ritorno che porta i nostri ricordi in una nuova dimensione: quella della consapevolezza. E’ la rilettura a distanza di tempo dell’esperienza che diventa non solo ricordo, ma anche apprendimento e arricchimento. E’ il ritornare sui nostri passi, nella nostra quotidiana routine, con nuove conoscenze. E’ il riprendere in mano il racconto per arricchirlo di nuovi significati. Perché il tempo del ritorno, è il tempo delle lezioni di vita da condividere.

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