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Un giorno al Muse, il Museo delle scienze di Trento

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Legno, acciaio e vetro: tre elementi che ricordano la bellezza della natura, la luce e il lavoro dell’uomo. Dalla loro unione nascono geometrie pulite e linee essenziali che formano architetture moderne e funzionali. Edifici innovativi come quelli che compongono il quartiere delle Albere di Trento, bellissimo esempio di riqualificazione ambientale a seguito della dismissione della fabbrica Michelin, curato dall’architetto Renzo Piano.

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Vicino ai negozi e agli appartamenti di questo avvenieristico complesso residenziale sorge il Muse: il Museo delle Scienze di Trento inaugurato nel luglio del 2013.
La struttura imponente è resa leggera e luminosa da grandi vetrate. Inoltre non stride con il paesaggio circostante bensì lo valorizza proprio perchè ricorda il profilo frastagliato delle montagne trentine e in particolare delle Dolomiti.

Pagando un biglietto di 10 euro per gli adulti e 8 euro per ragazzi potrete imparare la scienza in modo divertente e interattivo. L’interno del museo lascia senza parole: il cuore della struttura è un grande vuoto, “big void”, nel quale sono sospesi animali tassidermizzati e lo scheletro originale e completo di una balenottera spiaggiata nel 1995 sulle coste di Livorno. Intorno a questa originale esposizione si sviluppano i piani del museo dedicati alla vita sulla Terra.

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Iniziate la visita dall’alto, dal quarto piano per poi scendere sino al piano interrato.
L’ultimo piano del museo vi farà vivere l’ebrezza di una scalata in alta quota con spazi espositivi che ricordano l’ambiente delle cime alpine e dei loro ghiacciai. Un’emozione da brivido.

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Al terzo piano, invece, la galleria “Nel labirinto della biodiversità alpina” propone una discesa immaginata lungo un sentiero di montagna in cui si susseguono 26 ambienti diversi arricchiti da 2 acquari. Avrete la suggestione di camminare nella natura, incontrando animali selvatici e paesaggi suggestivi. Ogni ambiente viene svelato in modo intuitivo, utilizzando modalità comunicative che vanno dai più tradizionali animali tassidermizzati, “congelati” in posture plastiche alle tecnologiche superfici virtuali interattive.

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Le Dolomiti, patrimonio dell’Unesco, sono il filo conduttore che guida il visitatore alla scoperta del secondo piano dedicato all’evoluzione delle Alpi e degli ambienti geologici. Arricchiscono il percorso due acquari: il primo riproduce una scogliera tropicale con acqua salata e contiene un tipico ecosistema di barriera corallina, l’ambiente di formazione delle rocce che costituiscono i massicci dolomitici. Il secondo è una ricostruzione dell’ambiente di grotta.

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La storia dell’uomo, invece, caratterizza il primo piano con un percorso espositivo, arricchito da statue in cera così realistiche da sembrare persone vere, in cui sono esposti anche reperti che illustrano le principali fasi dell’evoluzione culturale, economica e sociale nella preistoria delle Alpi: la presenza dell’uomo di Neanderthal sui massicci alpini meridionali durante le fasi più calde dell’ultimo periodo glaciale nel Paleolitico medio, l’arrivo di Homo sapiens al termine delle grandi glaciazioni nel Paleolitico superiore e la sua diffusione all’interno delle vallate alpine nel Mesolitico, l’introduzione di agricoltura ed allevamento nel Neolitico e la grande innovazione tecnologica della lavorazione dei metalli nella protostoria.

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Il piano terra è a prova di bambino grazie al Maxi Ooh uno spazio in cui i più piccoli possono avvicinarsi alla scienza scoprendo i cinque sensi e in cui gli adulti possono ritornare bambini con divertenti postazioni interattive dedicate alle leggi della fisica, della matematica e delle scienze naturali. Da provare l’installazione per ascoltare la musica con i denti!!

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Il piano interrato, ultima sezione del museo prima dell’uscita, vi farà conoscere da vicino i dinosauri. I resti fossili accompagnano il visitatore in un incredibile viaggio nel tempo, dalla comparsa delle prime molecole all’evoluzione di dinosauri e mammiferi seguendo il filo rosso della “nostra” storia; quella della comparsa dei primi uomini.

Per concludere in bellezza la vostra visita, ammirate la serra e gli acquari tropicali. Con una superficie di 600 metri quadrati la serra tropicale ricrea un lembo della foresta pluviale dei Monti Udzungwa, un centro di diversità ed endemismo dell’Africa Tropicale Orientale in Tanzania. Sarà un viaggio nel viaggio in cui fra legno, acciaio e vetro, potrete imparare la scienza, in spazi in cui natura e luce valorizzano la sapienza dell’uomo.

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Orari, biglietti e informazioni

Commenti:

  • 6 Febbraio 2018

    Grazie, tante volte si sa che c’è un museo, ma e come se lo si da per scontato, invece con questo tuo articolo, mi hai veramente fatto venir una gran voglia di visitarlo… organizzerò sicuramente una bella cita ^_^

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    • 6 Febbraio 2018

      Grazie a te, anche per me il Muse è stato una bellissima scoperta e mi sono divertita tantissimo durante la visita 😉

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  • 6 Febbraio 2018

    Bello: come fare un giro virtuale in anteprima!

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    • 6 Febbraio 2018

      Grazie ❤ le foto non rendono giustizia alla bellezza del museo, inoltre ci sono molte sale e angoli da scoprire che rendono la visita davvero divertente 😄

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  • 15 Febbraio 2018

    Bellissimo l’ho visitato lo scorso anno 😍

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