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Vittoriale degli Italiani: segreti, profumi e passioni di Gabriele D’Annunzio

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«Memento audere semper». Ricorda di osare sempre.

Sono poche e semplici parole quelle che catturano l’attenzione del visitatore che si reca a Gardone Riviera, sul lago di Garda, per ammirare il Vittoriale degli Italiani.
Una sola frase, scritta a caratteri rossi e ben impressi sul muro di un edificio che ospita un motoscafo armato silurante, che racchiude in sé la filosofia con cui Gabriele D’Annunzio, poeta e soldato, fece della sua vita un’opera d’arte.

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Nato a Pescara nel 1863, D’Annunzio arrivò sulle sponde bresciane del lago di Garda dopo una vita di sregolatezze, poesie, imprese audaci e fama.

«Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta al defunto dottor Thode. È piena di bei libri… Il giardino è dolce, con le sue pergole e le sue terrazze in declivio. E la luce calda mi fa sospirare verso quella di Roma. Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il Notturno» scrive d’Annunzio alla moglie Maria in una lettera del febbraio del 1921, cioè pochi giorni dopo il suo arrivo a Gardone.

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Nelle intenzioni del poeta il soggiorno gardesano doveva durare dunque solo poche settimane per completare la stesura del suo ultimo romanzo, mentre oggi si sa che quella gardonese sarebbe diventata la sua ultima e definitiva dimora perchè morì nel 1938.

Il Vittoriale degli Italiani (biglietto d’ingresso 16 euro), infatti, non è solo l’ultima dimora di quello che passò alla storia con l’appellativo di “Poeta Vate”, ma è anche lo specchio dell’anima di D’Annunzio, una casa museo, dove ogni sala racconta le mille sfacettature della vita e della personalità di quest’uomo: poeta, drammaturgo, politico, soldato, pilota di aerei, patriota italiano e amante.

Passeggiando nei nove ettari di terreno che compongono il complesso edilizio, costruito tra il 1921 e il 1938, si incontrano edifici, vie, piazze, un teatro all’aperto, giardini e corsi d’acqua a memoria della “vita inimitabile” del poeta-soldato e delle imprese degli italiani durante la Prima guerra mondiale. 

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La casa di D’Annunzio, visitabile ogni mezz’ora con guide esperte, è uno scrigno di tesori e simboli che richiamano epoche lontane, venti di guerra ormai sopiti e amori leggendari come quello per l’attrice Eleonora Duse. La musica, così come le grandi figure della letteratura italiana tra cui Dante Alighieri, aleggiano in ogni stanza, con pianoforti, statue e libri tanto cari al poeta. Inoltre tutta la casa è in penombra, con grandi drappi che oscurano la luce alle finestre, non solo perchè D’Annunzio aveva perso la vista ad un occhio in seguito ad alcune battaglie aeree, ma anche perchè non sopportava di vedere il suo corpo invecchiare. 

D’Annunzio era un’esteta e come tale curava il proprio corpo per apparire sempre nella sua forma migliore: amava molto anche i profumi e proprio a questi è dedicata la mostra “D’Annunzio e l’arte del profumo. Odorarius Mirabilis”, allestita alla Fondazione Il Vittoriale degli Italiani fino al 27 gennaio 2019 e composta da 150 tra flaconi e ampolle, antiche e moderne, inseriti in una suggestiva scenografia.

La passione del poeta per il profumo deriva dallo studio di antichi ricettari rinascimentali che tuttora si trovano nella biblioteca del Vittoriale a partire dai Notandissimi Secreti dell’Arte Profumatoria, gli Experimenti di Caterina de Medici, fino al Ricettario galante del secolo XVI dove, a margine di un’antica ricetta di profumo, c’è un appunto autografo di d’Annunzio con la formula della sua Acqua Nuntia.

Il poeta, infatti, creò e ispirò numerose fragranze tanto che in occasione della mostra è stata creata un’apposita linea di sei profumi i cui nomi ricordano le opere più famose di quest’uomo che visse sempre con audacia: Aqva Nvntia, la visione dell’antico; Ermione, il profumo della gioia spirituale; Divina Mvsa, l’irradiazione del mistero; Il Piacere, l’inno alla voluttà felice; Notturno, l’omaggio alla bellezza della notte; Il Fuoco, l’emozione di un incendio. 

Commenti:

  • 8 Marzo 2019

    Il Vittoriale è da troppo tempo nella mia wishlist e lo devo assolutamente visitare e D’Annunzio è sempre stata una figura che mi ha sempre incuriosito sotto l’aspetto storico.

    Ma sai che non sapevo di questa sua “mania” di vivere nella penombra perché non sopportava vedere il suo corpo invecchiare … ma come meravigliarsene, conoscendo il suo carattere?

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