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Brasile: Salvador De Bahia e il Pelourinho

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Itinerario alla scoperta di Salvador de Bahia e del suo centro storico, il Pelourinho, patrimonio Unesco

Colorata, ricca di fascino e storie coloniali Salvador De Bahia ruba il cuore con i suoi contrasti la sua vivacità, la musica che invade le strade, la sua anima multietnica e i sorrisi dei suoi abitanti. Nei secoli le strade di questa città hanno visto mescolarsi volti e tradizioni dell’Africa, dell’America e dell’Europa che hanno dato vita a un mix culturale unico.

Citando un verso di Dorival Caymmi “Bahia ha un proprio stile che nessun altro luogo può imitare” ed è proprio vero perché sono tante le sfaccettature di questa metropoli tropicale.

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Si possono riassumere con tre C: candomblé, capoeira e cachaça.  La prima è la religione afrobrasiliana degli Orixas, i semidei il cui culto si è integrato alle altre religioni dello stato di Bahia. La seconda è una danza che nasce dalla lotta, e che racconta la storia degli afroamericani arrivati a Salvador come schiavi.  La terza è l’acquavite che si ottiene dalla canna da zucchero, ingrediente fondamentale della caipirinha, il cocktail per eccellenza del Brasile. 

Troverete le tracce di queste tre queste parole simboliche nella vita quotidiana del Pelourinho, il quartiere storico di Salvador inserito dal 1985 nella lista dei patrimoni dell’umanità Unesco.

Costruito dai portoghesi, tra il XVIII e XIX secolo, il Pelourinho fu il centro residenziale, amministrativo e religioso della città. In portoghese Pelourinho significa il palo della gogna dove gli schiavi venivano fustigati. La schiavitù fu abolita nel 1888 e gli africani che rimasero in città trasmisero gioia e musicalità alla cultura brasiliana o, come disse Gilberto Freyre, “un modo di parlare dolce e musicale. Inoltre, resero più speziata la cucina di Bahia”.

Oggi, Salvador è la città più afro del mondo al di fuori dell’Africa e il Pelourinho, abbandonato per buona parte del XX secolo, è stato restaurato e riportato all’originario splendore.

Tra le sue piazze più colorate e caratteristiche c’è il Terreiro de Jesus il cui nome originale, Praça 15 de novembro, risale alla fine del 1500, quando questa parte della nuova città venne concessa dal Governatore Generale Tomé de Sousa ai gesuiti. Qui i sacerdoti costruirono una prima cappella e il loro collegio, e la popolazione iniziò a chiamare “Terreiro de Jesus” lo slargo su cui si affacciavano.

Nel 1600, poi, la cappella lasciò il posto alla chiesa monumentale che ancora oggi domina la piazza e che è divenuta la Cattedrale di Salvador. 

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Il quartiere antico è un intrico di viette acciottolate, negozietti, venditori ambulanti, matrone afrobrasiliane, ballerini di capoeira, musicisti di strada e santoni. Un’umanità variegata, allegra e disperata, pronta ad accoglierti e a fregarti nello stesso istante. Il tutto all’ombra della chiesa dell’ordine di San Francesco, roccaforte cristiana nel cuore del sincretismo brasiliano.

La Igreja e Convento de São Francisco è considerata uno dei capolavori dell’arte barocca in Brasile e accoglie all’interno del suo chiostro un ciclo di azulejos portoghesi, risalenti al 1743-46, che ritraggono la città di Lisbona prima del terremoto del 1755. L’arte diventa così un modo per tramandare e valorizzare le immagini di un’epoca ormai perduta per sempre.

Nel Pelourinho, inoltre vennero girate nel 1996 alcune scene del video della canzone di Michael Jackson “Don’t care about us” che divenne un inno contro l‘ingiustizia sociale e di fronte alla casa blu sede del videoclip musicale sorge il museo dedicato a Jorge Amado, uno dei più importanti scrittori brasiliani che proprio nello storico quartiere della città ambientò molti dei suoi romanzi. Imperdibile la vista panoramica che si gode dall’ultimo piano del museo.

Il Pelourinho domina dall’alto la zona del porto che è collegata al quartiere Unesco da ripide stradine e dallo storico Elevador Lacerda. Fatto costruire dal mercante Antônio Francisco de Lacerda nel 1873, sostituì una carrucola manuale installata dai gesuiti.

L’aspetto attuale risale ai lavori degli anni trenta del Novecento, quando fu ricostruito in stile déco. Tutt’oggi è funzionante e copre un tratto verticale di 72 metri in circa 30 secondi. Tempo durante il quale si può ammirare un meraviglioso panorama sulla baia.

Continua nel prossimo articolo…

 

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