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Bangkok: il fascino dell’avventura

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“Bangkok, la città dello spasso dove dollari e marchi vengono scambiati con orologi falsi e ferite vere, è qui che gli affamati di avventure vengono a sfamarsi”.

Leonardo Di Caprio nel film The Beach
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Strade a quattro corsie, auto di lusso, imponenti grattacieli di vetro e negozi alla moda.
La parte moderna di Bangkok, esotica e cosmopolita, ha un fascino seducente che attira i visitatori in un vortice divertimenti notturni, luci stroboscopiche, ristoranti e lounge bar.
L’atmosfera che si respira è frizzante e dinamica. La città non dorme mai, abbaglia con le sue insegne al neon e le sue mille attrazioni pronte a sorprendere anche il visitatore più scettico. Se cercate l’avventura, anche solo per una notte da leoni, siete nel posto giusto. Ma quanti uomini sono stati sedotti dal fascino di Bangkok?
Spinta da questa curiosità ho visitato la casa del più famoso occidentale che visse nella città degli Angeli: Jim Thompson.
La sua storia è particolarmente affascinante: americano nato a Greenville nel 1906, dopo la laurea in architettura lavorò per l’Office of Stategic Services e successivamente si trasferì in Thailandia, a Bangkok, dove costruì una dimora in stile thai. Fece rifiorire la locale industria della seta e, secondo varie indiscrezioni, fu un agente segreto al soldo di una non meglio precisata potenza straniera. Scomparve nel nulla nel 1967 durante una trasferta in Malesia e nonostante le ricerche effettuate di lui non fu più ritrovato nulla, nemmeno il cadavere.  A gettare ancora più ombre sulla sua scomparsa vi fu anche il fatto che, nell’agosto dello stesso anno, sua sorella maggiore venne trovata uccisa nella sua casa negli Stati Uniti.

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Situata a Soi Kasemsan 2, vicino alla più trafficata Rama Road1, la casa di Thompson, con il suo colorito rossastro e il suo giardino pieno di piante e fiori tropicali, sembra un piccolo eden fra i grigi palazzoni che adombrano la stretta e anonima strada. Aperta tutti i giorni dalle 9 alle 5 del pomeriggio la proprietà, oggi curata dalla Fondazione James H.W. Thompson approvata dai Reali della Thailandia, è visitabile pagando un biglietto di 150 bath. Ciò che rende la dimora un’attrazione turistica, oltre all’affascinante storia del suo proprietario, è la sua struttura architettonica, che segue i canoni della tradizione thai. 

Appassionato di arte e archeologia, Jim Thompson costruì la casa con assi di legno teak  la cui particolarità è stare in piedi senza l’aiuto di nessun chiodo. Alcune di queste provengono da antichi palazzi della vecchia capitale Ayutthaya e il loro colore rossastro ripete una rappresentazione che si trova spesso in molte vecchie costruzioni thailandesi.  Thompson arredò la casa con mobili ed oggetti di grande valore, inoltre, essendo scaramantico, costruì un gradino davanti a tutte le stanze da letto per tenere lontani gli spiriti maligni che, secondo le credenze popolari, di notte strisciano sotto le porte disturbando il sonno e portando sfortuna. Inoltre, temendo la cattiva sorte, Thompson consultava gli astrologi per sapere quali sarebbero stati i suoi giorni fortunati. Seguì le indicazioni dei riti religiosi tradizionali non solo per costruire la casa, ma anche per iniziare a viverci nella primavera del 1959. Nel suo ufficio, infatti, c’è uno studio astrologico che indica gli anni di sventura e, come una macabra profezia, sul calendario è segnato anche il 1967. L’anno in cui sparì in Malesia. 

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Jim Thompson amava Bangkok, ma gli occidentali che ci vivono oggi dove trascorrono il loro tempo libero?
Molti amano passeggiare, fare jogging o altri sport, nel Lumphini Park, il central park della città degli Angeli. Un polmone verde nel grigio della metropoli. Un angolo di pace in cui rifugiarsi dal caos e dalla frenesia quotidiana.
Camminando nei suoi ampi viali costeggerete palestre, teatri, zone attrezzate con giochi per bambini e laghetti artificiali con gazebi di legno e panchine dove sedersi per ammirare il panorama o leggere un libro. La tentazione di sdraiarvi in riva ai laghetti sarà forte, ma state attenti a dove vi mettete: nel parco, infatti, girano liberamente i varani, lucertoloni dalla lingua biforcuta, che visti da vicino fanno davvero paura.
Bangkok mi ha regalato anche questa avventura, l’incontro con un grosso rettile uscito dalla panchina su cui volevo sedermi e che ho prontamente ribattezzato “Jim”, in onore di tutti quegli uomini giunti in Thailandia per vivere emozioni forti, come quelle che ho provato faccia a faccia con il varano. 

Commenti:

  • 19 Ottobre 2016

    Mi ha sempre incurisito come città anche se un po’ intimorito allo stesso tempo.
    Come mi piacerebbe visitare la casa di Thompson 😉
    Buona giornata

    reply...
    • 19 Ottobre 2016

      La città è caotica ma nello stesso tempo sa sorprenderti con palazzi, templi e angoli di rara bellezza 😊

      reply...

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