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Distillerie Poli: una storia di famiglia

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La storia della Grappa Poli è una storia di famiglia.
Inizia nel lontano 1898 quando il capostipite Giobatta, produttore di cappelli di paglia con la passione per l’acquavite di vinaccia, decise di installare sul suo carretto una piccola distilleria con cui girare di casa in casa.
A fare tesoro di quell’idea semplice ma al contempo brillante, ci pensò suo figlio, Giovanni, che decise di ampliare la distilleria paterna ricavando un nuovo impianto di distillazione dalla vaporiera a legna di una locomotiva. Colto e progressista Giovanni volse sempre il suo sguardo verso il futuro e le innovazioni tecnologiche come le prime automobili e il telefono. A lui si deve la volontà di trasformare la distilleria, con sede a Schiavon comune vicino a Bassano del Grappa in Veneto, in una grande azienda oggi conosciuta in tutto il mondo. 

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Giovanni tramandò le sue idee innovative al figlio Antonio, detto Toni, uno spirito libero amante della meccanica che, prima di proseguire l’eredità lasciatagli dal padre, girò mezzo mondo a bordo di una moto Guzzi rossa. Toni Poli, infatti, aveva un sogno: raggiungere Capo Nord a bordo della sua motocicletta. Partì nel 1951 e, dopo 10 mila chilometri, raggiunse la Norvegia prima di iniziare il lungo viaggio che lo riportò a casa e a capo dell’azienda di famiglia. Quell’avventura rivive oggi nel sapore di un aperitivo speciale chiamato Airone Rosso. A Toni Poli, inoltre, si deve la modifica, nel 1956, dell’impianto originario della distilleria che viene tutt’oggi utilizzato dai suoi figli Jacopo, Giampaolo, Barbara e Andrea per produrre grappe, distillati di frutta, di vino, gin, liquori e liquori alla grappa. 
L’edificio che ospita la distilleria e il museo, che contiene una collezione con oltre 1500 grappe storiche, è una tipica abitazione rurale veneta, ma ciò che la rende unica è il sistema di distillazione presente al suo interno. L’alambicco dell’azienda Poli, infatti, è fra i più antichi ancora funzionanti in Italia ed è composto da caldaiette in rame. Come da tradizione funziona a vapore e il ciclo di lavorazione è discontinuo in quanto la vinaccia viene caricata nelle caldaiette ogni due ore, ovvero il tempo necessario per la distillazione. 

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Nelle sale del museo, invece, si possono scoprire le origini della distillazione, le materie prime e i metodi con cui vengono lavorate insieme alla storia della famiglia Poli e delle generazioni di lavoratori che hanno contribuito, con passione e umiltà, a rendere questa azienda unica nel suo genere distillando oltre alla grappa anche una cultura dal fascino antico e dal sapore autentico.  

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Oltre alla sede di Schiavon, Poli Distilleria ha aperto un museo anche nel centro storico di Bassano del Grappa in cui scoprire come la storia della grappa si fonde con l’alchimia. 

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