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Vietnam Express: benvenuti in Vietnam

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Non è facile riassumere le emozioni provate durante il viaggio in Vietnam, ma per iniziare vorrei parlarvi dei suoi colori.
Il verde: acceso, vivo, caratterizza le risaie, i parchi, le foreste ed una natura rigogliosa che sovrana risorge dalle sue ceneri. Dove un tempo v’erano alberi rattrappiti e bruciati dal napalm oggi c’è una fitta vegetazione con fiori dai colori sgargianti. C’è nuova vita.
Il bianco delle nuvole che leggere, veloci, morbide e tondeggianti disturbano l’azzurro del cielo rendendolo mutevole ed in perpetuo divenire. Arrivano leste e modificano la luce, la oscurano, ci giocano creando piccoli raggi che illuminano brevi scorci di umana quotidianità. Infine il rosso come la bandiera del Vietnam che ovunque sventola per ricordare al mondo che questo Paese si sta aprendo al prossimo con rinnovato entusiasmo.

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Il nostro itinerario toccava le maggiori destinazioni della parte meridionale del paese (itinerarioe così, dopo undici ore di aereo, Ho Chi Minh City ci è apparsa come un’immensa distesa di luci nel buio della notte. Brillavano a perdita d’occhio e non se ne vedeva la fine. Le strade, colorate dal perpetuo movimento di milioni di motorini, sembravano due enormi serpenti: uno rosso ed uno bianco. Ci siamo gettati subito in quella città che non dorme mai, che assetata di vita pulsa ad ogni ora del giorno. Strade, case, parchi, negozi erano animati da mille sorrisi, mille sguardi, pensieri e attività. Eravamo parte di essa e pertanto dovevamo abituarci ai suoi ritmi.

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Il nostro hotel, Sunland Saigon Riverside, era situato nel Distretto 1 vicino ad un affluente del fiume Saigon, in una posizione dalla quale si potevano raggiungere a piedi i maggiori punti di interesse della città.
La nostra camera era spaziosa, pulita ed aveva una finestra con vista panoramica. L’hotel, inoltre, era dotato di palestra, piscina e ristorante sul tetto, ma di questi abbiamo utilizzato la seconda, che era presa d’assalto dalle famiglie, ed il terzo la cui cucina era buona ma il servizio al tavolo era un po’ lento. Essendo una struttura in cui alloggiavano molti occidentali la colazione era continentale ma si potevano assaggiare anche piatti tipici della tradizione orientale. Grazie alla sua posizione strategica l’hotel è stata la base di partenza ideale per tutte le nostre passeggiate alla scoperta dei dintorni.

Mappa – https://goo.gl/maps/vMhMGf7RPacDxCws8

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Ho Chi Minh City infatti va vissuta a pieno ritmo: qui passato e futuro, miseria e nobiltà convivono a distanza ravvicinata.
Potrete infatti trovare strade pulite, costellate di grattacieli e negozi alla moda, affiancate a vicoli stretti e sporchi. Questi, la mattina, sono trasformati in mercati in cui vengono esposte merci come rospi dalla testa mozzata che ancora si muovono, pesce fresco, carni e frutti esotici e puzzolenti come il Durian, mentre la sera vengono popolati da ristorantini nei quali si riuniscono famiglie, anziani e giovani che, accomodati su piccole seggiole, cenano con la zuppa tipica: il Pho.

La strada è vita a Ho Chi Minh City, infatti, tutti la vivono e tutti ci vivono: si muovono a bordo di chiassosi motorini, taxi, risciò, autobus e vetture; lì mangiano perché i marciapiedi si trasformano in veri e propri luoghi d’aggregazione e lì dormono! Passando per i quartieri poveri non è stato raro vedere persone dormire con una brandina a bordo carreggiata, mentre all’interno dei negozi, in piccoli letti a castello, bambini dormivano abbracciati alle loro madri. Così come non è stato raro osservare motociclisti di tutte le età che, parcheggiato lo scooter sul marciapiede, vi si addormentavano sopra in preda alla stanchezza. Altri, invece, si fermavano semplicemente per guardare il flusso del traffico che incessante e rumoroso, a tutte le ore del giorno, proseguiva imperterrito.

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Non trovo altre parole per descrivere il traffico della vecchia Saigon: brulicante e caotico.
Non vi sono regole, è un caos ordinato che scorre e scorre senza fine. Spesso mi sono chiesta dove andasse tutta quella gente ad ogni ora perché, anche a notte fonda, il ronzio dei motorini si faceva largo nella città semi addormentata.

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Inoltre esistono ben pochi semafori pedonali e per questo attraversare la strada a Ho Chi Minh City diventa un po’ una metafora di vita: devi prendere un bel respiro e lanciarti, entrare nella mischia e, a testa alta, camminare sempre dritto verso il marciapiede, verso il tuo obiettivo. Loro ti sfioreranno, ti sfileranno accanto in una danza ronzante, ti potranno colpire, ti potranno buttare a terra, ma devi rialzarti ed andare avanti per dimostrare che sei forte e che, con caparbietà, a quel lato opposto della strada vuoi arrivarci. Ammaccato o no, ci devi arrivare e, quando succede, quando posi il piede sul gradino e voltandoti capisci che ci sei riuscito allora ti senti invincibile.

Nel prossimo articolo vi parlerò di come sopravvivere a Ho Chi Minh City e di alcune delle maggiori attrazioni della città, ma potrete vedere un piccolo assaggio di ciò che vi aspetta nel trailer:

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