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Bolca e i fossili millenari

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Bolca è un piccolo paesino situato fra i monti Lessini meridionali a circa 850 metri di quota, nel comune di Vestenanova in provincia di Verona. E’ immerso fra alte verdi montagne, un panorama suggestivo, ma decisamente diverso da un atollo corallino come quelli della Polinesia. Ciò che molti non immaginano, però, è che qui, 50 milioni di anni fa, c’era davvero una laguna con acque calde piene di vita animale e vegetale. A Bolca, infatti, esiste un tesoro nascosto fra le rocce sedimentarie di monte Postale: migliaia di fossili di animali e piante tropicali, perfettamente conservati, che raccontano una storia antica, quella delle origini del mondo.

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Dove oggi sorge il paese, 50 milioni di anni fa all’inizio dell’Era Terziaria nel periodo definito”Eocene medio”, c’era un vasto litorale lagunare, ai margini del grande mare della Tetide. Era formato da una serie di bacini poco profondi, con acque calme e molto salate, su cui dominava una natura rigogliosa, con clima, vegetazione e fauna tipici dei mari tropicali. Forse a causa di continue eruzioni vulcaniche e altri fenomeni naturali molti pesci del mare aperto morirono e, trasportati dalla corrente, si depositarono sul fondo dei bacini lagunari dove vennero ricoperti dalla sabbia. I continui movimenti della terra e la formazione della catena alpina contribuirono ad intrappolare per sempre i loro scheletri nella roccia dove rimasero sino a quando l’uomo li scoprì. Moltissimi anni dopo.

I primi documenti che raccontano dei fossili di Bolca appartengono al 1555 e nei secoli furono molti gli scienziati che giunsero sui monti Lessini per scoprirli. In particolare i fossili vennero ritrovati in diverse località: la Pesciara, il monte Postale, il Vegroni, il monte Purga e lo Spilecco. La Pesciara è la più nota: qui si è scavato per secoli in galleria, riportando alla luce migliaia di pesci fossili in eccezionale stato di conservazione. Sul monte Postale, invece, sono stati ritrovati brachiopodi, gasteropodi e crostacei. A Vegroni sono emersi i fossili di palme e tartarughe marine, mentre a monte Purga sono stati ritrovati coccodrilli e tartarughe sia marine che terrestri. A Spilecco, infine, sono stati ritrovati dei denti di squalo. In totale, negli anni, sono state riportate alla luce circa 250 specie di pesci, altri animali e di altrettante piante.

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Il destino dei fossili di Bolca è indissolubilmente legato a quello della famiglia Cerato. Nel tempo, infatti, la proprietà delle cave passò dai nobili Gazzola, al conte Scipione Maffei, per arrivare infine alle famiglie Rigoni e Cerato. Questi ultimi, impegnati nell’estrazione dei fossili da quasi tre secoli, sono divenuti famosi grazie ad Erminio e Massimiliano Cerato, ai quali si devono i grandi ritrovamenti effettuati nell’ultimo secolo. Oggi i loro eredi portano avanti la tradizione di famiglia gestendo la casa – museo, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, biglietto intero 4 euro; ridotto 3 euro, e la Pesciara, aperta da marzo a ottobre, visita guidata adulti 1,50 euro e bambini 1 euro. Dal museo per raggiungere la grotta si percorrono in auto 2 chilometri sino ad un ampio parcheggio dal quale poi si procede a piedi, lungo una strada sterrata, per un altro chilometro e mezzo. Questo itinerario è ideale per tutti gli appassionati di Indiana Jones: nella Pesciara, infatti, armati di martelli e scalpelli, potrete provare l’ebrezza di cercare nuovi fossili tra le rocce.  

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