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L’Aquila riparte dalla cultura: apre il Museo MAXXI

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MAXXI L’AQUILA apre le sue porte a palazzo Ardinghelli: un polo di creatività contemporanea in un gioiello del Barocco.


A Palazzo Ardinghelli nasce il MAXXI L’Aquila, un laboratorio dedicato alla produzione artistica e culturale aperto al territorio e alle sue energie. Uno spazio dove le collezioni di arte, architettura e fotografia del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, prenderanno vita insieme a mostre temporanee, programmi di approfondimento e progetti educativi. L’intento del progetto, infatti, è quello di contribuire al rilancio del territorio attraverso la cultura offrendo alla comunità un nuovo spazio di ricerca, libertà e rinascita.

I nuovi spazi museali sono stati inaugurati con la grande mostra, “Punto di Equilibrio. Pensiero spazio luce da Toyo Ito a Ettore Spalletti” a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Margherita Guccione in cui i lavori realizzati da 8 protagonisti della scena artistica contemporanea, dialogano con oltre 60 opere tra le più iconiche della Collezione nazionale del MAXXI.
Simbolo della rinascita della città, Palazzo Ardinghelli torna dunque a vivere come nuovo polo del contemporaneo.

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MAXX L’Aquila- WilliamKentridge


LA STORIA DI PALAZZO ARDINGHELLI

Storica dimora dell’omonima famiglia di origine toscana, il Palazzo è considerato uno dei massimi esempi del barocco aquilano ed è l’unico nella Regione che ha la facciata con balconata a quota variata. Situato in pieno centro storico, in piazza Santa Maria Paganica, fu edificato tra il 1732 e il 1743, dopo il grande terremoto che nel 1703 distrusse la città. Progettato dall’architetto romano Francesco Fontana, figlio del più celebre Carlo, è caratterizzato da un cortile porticato da cui parte lo scalone monumentale di derivazione borrominiana sovrastato dai dipinti dell’artista veneto Vincenzo Damini, che rappresentano i Quattro Continenti e l’Aurora, datati 1744. Proprio la corte interna che attraversa l’edificio, collegando piazza Santa Maria Paganica e via Garibaldi, rende il museo uno spazio urbano pubblico aperto alla città, creando un filo ideale con la piazza del MAXXI a Roma, disegnata da Zaha Hadid, che unisce due aree del quartiere Flaminio. Nelle prime due sale del piano nobile fanno bella mostra due camini monumentali. Dalla parte opposta, invece, dopo il Salone principale, oggi Sala della Voliera, e una teoria di stanze incastonate una dentro l’altra, il cerchio di un ideale percorso si conclude con la cappella di famiglia, dove è esposta l’opera pensata appositamente dal maestro Ettore Spalletti. Dopo la morte di Filippo Ardinghelli, per il Palazzo sono iniziati secoli di progressivo degrado. Alla fine del secolo scorso, ha ospitato prima gli Uffici della Pretura, poi l’Anagrafe del Comune, sino a essere venduto al Demanio dello Stato e, alla fine del 2008, affidato al MiC.

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MAXXI L’Aquila. Photo Andrea Jemolo


MAXXI L’AQUILA: IL RESTAURO E LA PROGETTAZIONE MUSEALE

Era difficoltoso anche solo entrare dentro la corte di Palazzo Ardinghelli, all’indomani del sisma del 2009. La forte scossa della notte del 6 aprile aveva causato il ribaltamento delle pareti del cortile, oltre a diversi danni all’apparato dei saloni del piano superiore, dovuti al massiccio crollo in diversi punti della copertura. Nella corsa alla solidarietà internazionale, il Governo della Federazione Russa ha subito individuato due beni monumentali da adottare per garantirne il restauro: la Chiesa di San Gregorio Magno, nella frazione di San Gregorio e, nel cuore dell’Aquila, proprio Palazzo Ardinghelli, cui è stato destinato un generoso contributo di 7,2 milioni di Euro. I tecnici del MiC hanno sottoposto il Palazzo a un sapiente intervento di restauro conservativo, consolidamento, miglioramento sismico e parziale ricostruzione delle parti crollate (come la copertura di uno dei saloni del piano nobile, la Sala della Voliera, dove è stato ricostruito lo scheletro del soffitto a padiglione distrutto dal sisma). Il restauro ha riservato “sorprese”, con ritrovamenti come le pietre di un antico portale, o un dipinto sul soffitto di una delle stanze, probabilmente una camera da letto, che raffigura due putti, o ancora le decorazioni che si intravedono sulle pareti esterne del cortile. In questa attenzione alla storia del Palazzo, rientra la salvaguardia dell’intonaco lustro originale dello scalone monumentale e quella della pietra della facciata, che restituisce una cromia molto rara. E, ancora, il restauro di una porzione del pavimento originale, a cui sono ispirate le geometrie delle altre pavimentazioni realizzate. Il Segretariato regionale per l’Abruzzo (stazione appaltante) e la Soprintendenza unica per l’Aquila e il cratere hanno realizzato l’imponente progetto di restauro. E negli ultimi anni, in stretto collegamento con la Fondazione MAXXI, attraverso la costituzione di un tavolo tecnico che ha visto cooperare sinergicamente questi enti con costanti sopralluoghi ed incontri, hanno reso possibile l’adeguamento degli spazi settecenteschi alla nuova funzione espositiva, dedicata alla contemporaneità.

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MAXXI L’Aquila. Photo Andrea Jemolo


MAXXI L’AQUILA. IL PROGETTO DI ALLESTIMENTO MUSEALE

Il progetto dell’allestimento museale del nuovo MAXXI AQUILA è una sintesi tra il restauro di un immobile storico e la creazione di un’infrastruttura flessibile ed innovativa con le caratteristiche del nostro tempo. Nel progetto coesistono le due dimensioni – storia e presente – in un processo di continua interazione che non forma un’immagine unica e definita ma rappresenta uno scambio aperto tra l’opera di conservazione e la creazione di un contesto contemporaneo attraverso nuove funzioni che abitano l’architettura storica. La sfida del progetto, che ha visto affiancati architetti della Soprintendenza e architetti museali del MAXXI, era quella di integrare l’identità storica del palazzo con la sua nuova destinazione d’uso e il suo un nuovo ciclo vitale di organismo museale.


MAXXI L’Aquila informazioni e orari

MAXXI L’Aquila è aperto dal giovedì alla domenica (orari: giovedì 15.00 – 19.00, venerdì – domenica 12.00 – 20.00) con ingresso gratuito per gli abitanti di L’Aquila e dell’Abruzzo per tutto il 2021. Per tutta la durata della mostra Punto di equilibrio ogni sabato e domenica le visite saranno arricchite da un servizio di mediazione culturale a cura dell’Ufficio Educazione e dell’Ufficio Formazione del MAXXI, che rende la visita al museo un’esperienza attiva e partecipata, con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti e del corso di laurea in Beni Culturali dell’Università dell’Aquila.

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