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Salento: viaggio nelle tradizioni pugliesi

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Itinerario alla scoperta del Comune di Salve tra storia, cibo e artigianato artistico

Mare cristallino, spiagge di sabbia dorata, chiese barocche e tesori messapici sono la ricchezza di Salve, grazioso borgo del Basso Salento a circa 75 chilometri da Lecce.

Il nome della città è un saluto ed un invito a visitare le bellezze del luogo che non si fermano alle marine di Pescoluse, Torre Pali, Posto Vecchio e Lido Marini, spiagge tra le più belle del Salento che dal 2009 vantano la Bandiera Blu della Fondazione per l’Educazione Ambientale (FEE), ma proseguono nell’entroterra dove si possono ammirare capolavori artistici e reperti archeologici di varie epoche storiche, fra cui alcune importanti necropoli.

Puglia, Salento, spiaggia di Torre Pali. Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

Luoghi che vengono valorizzati con orgoglio non solo dalle guide dell’Associazione culturale Archès, ma dagli stessi abitanti del Comune di Salve che hanno saputo fare tesoro della loro storia, mantenendo vivi tradizioni e mestieri.

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La chiesa di San Nicola Magno nel centro storico di Salve, Salento, Puglia. Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

Immerso in un paesaggio rurale dominato dalla pietra e modellato dal vento, il paese di Salve sorge su un’altura che domina le campagne coltivate ad ulivi e alberi da frutto.
Nel suo pittoresco centro storico troneggia la chiesa di San Nicola Magno che custodisce l’organo funzionante più antico della Puglia e dalla vicina piazza Concordia si diramano vicoli sui quali si affacciano palazzi storici, fortilizi e case a corte.

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Palazzo Carida Ramirez, Salve, Salento, Puglia. Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

In uno di questi, lo storico palazzo Carida – Ramirez, sorge un piccolo museo che ospita al suo interno antichi telai tuttora utilizzati da abili artigiani, come Melissa Calò, che hanno raccolto l’eredità culturale delle loro madri e nonne per continuare un mestiere antico ma sempre attuale: quello della tessitura. Nel museo e annesso laboratorio, infatti, non si intrecciano solo cotone, lino e lana, ma anche ricordi e storie di famiglia.

Nelle vicinanze di palazzo Carida-Ramirez, inoltre, si trova una testimonianza tangibile dello stretto rapporto che lega i pugliesi alla loro terra: il frantoio ipogeo Le Trappite.
Interamente scavato nella roccia rappresenta l’esempio di come veniva prodotto e lavorato l’oro della Puglia, l’olio, nei tempi antichi.

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Ingresso Frantoio Le Trappite, Salve, Salento, Puglia. Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

Il frantoio Le Trappite fu realizzato nei primi anni del Seicento e presenta ambienti ipogei dove sono conservate le grandi vasche per la molitura delle olive, le macine in pietra, le basi dei torchi per la spremitura e le canalette sul pavimento.

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L’interno del frantonio ipogeo di Salve, Salento, Puglia. Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

Se in passato l’olio rappresentava la base dell’economia pugliese oggi l’avanzata della xylella, malattia che porta gli alberi all’essiccazione, ha severamente compromesso la produzione dell’olio e l’economia del territorio.

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Un albero di ulivo colpito dalla xylella.Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

La terra di Puglia, però, è generosa e i suoi abitanti, esperti conoscitori della natura, hanno saputo adattarsi, come il paesaggio, ai cambiamenti del tempo.
Proprio come ha fatto Claudia Borrello proprietaria dell’azienda agricola La Pezza che ha affiancato alla produzione dell’olio quella di buonissime confetture realizzate con frutti antichi come fichi, pere petrucine e mele cotogne.
Una produzione basata su una filiera corta, con i caratteri della stagionalità e territorialità, nel rispetto del ciclo naturale delle stagioni. Una sfida che mira a preservare un territorio amatissimo e a produrre prodotti d’eccellenza tipici del Salento.

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Le marmellate prodotte da Claudia Borrello con frutti antichi. Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

La riscoperta e valorizzazione della terra, intesa come casa da proteggere e innovare, è alla base anche della storia di Fabiana Renzo, giovane imprenditrice che ha lasciato la Puglia per studiare e che l’ha ritrovata e amata grazie ad un progetto culturale in cui natura, cucina e poesia si incontrano in un nome: Sante le Muse.

Recuperando i terreni agricoli dei suoi bisnonni, Fabiana ha riportato in vita una memoria contadina fatta di semi antichi come quelli del pomodoro di Morciano e di luoghi come il Palmento, antico mulino di famiglia, in cui dare vita ad un ristorante-cucineria moderna dove i sapori della tradizione diventano piatti saporiti che permettono di riscoprire il gusto della convivialità.

Sapori tradizionali che hanno ispirato anche Susanna Pepe, titolare della Masseria Ficazzana, aperta nel 1999, che ha scelto di innovare il rustico salato leccese, prodotto con pasta sfoglia ripiena, proponendone anche una deliziosa versione dolce oggi venduta in tutta Italia.

I rustici salati e dolci. Photo Sara Panizzon TripOrTrek

Il più grande tesoro del Salento e del borgo di Salve, infatti, è la terra dove la macchia mediterranea incontra il lavoro dell’uomo in monumenti di arte contadina come i muretti a secco e le Liame, le tipiche case di campagna con le volte a botte che in passato fungevano da magazzini e oggi sono oggetto di restauro per divenire abitazioni o luoghi di villeggiatura come nel caso delle dimore Ceddhe.

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Liame restaurata, Salve, Salento, Puglia. Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

In questo paesaggio selvaggio, dominato dai venti e plasmato delle mani dei contadini, negli anni Settanta, trovarono casa e ispirazione l’artista Norman Mommens e la giornalista inglese Patience Gray che fecero della Masseria Spigolizzi, nell’agro di Salve, un vivace centro culturale.

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Masseria Spigolizzi, casa di Norman Mommens e Patience Gray, Salve, Salento, Puglia. Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

Patience e Norman viaggiarono per tutta Europa vivendo in Catalogna (Vendrell, Tarragona), e nelle Cicladi (Naxos), luoghi ideali per chi, come Norman, aveva bisogno di lavorare il marmo. Lei si lasciava alle spalle un passato da giornalista dell’Observer e, come scrittrice, aveva ottenuto successo con il bestseller “Plats du Jour, with Primrose Boyd” (Penguin Books,1957).

Nella quiete della campagna salentina trovarono nuova ispirazione per creare libri, opere d’arte e per amarsi. Lei divenne una profonda conoscitrice di erbe spontanee e tradizioni locali e scrisse proprio a Masseria Spigolizzi, “Honey from a Weed” (Prospect Books, 1986), il suo libro più famoso.

Oggi la loro memoria è tramandata da Nicholas, il figlio di Patience, e da sua moglie la giornalista Maggie Armstrong, che, insieme alle guide dell’associazione Arches, accolgono i visitatori nella casa museo custode di tanti giorni felici e suggestioni artistiche.

Masseria Spigolizzi è anche il punto di partenza per esplorare una zona ricca di reperti archeologici come la preistorica Grotta Montani e la Chiusa dei Fani.

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La chiesa dedicata a Santa Marina. nel territorio di Salve, Salento, Puglia. Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

A Salve, inoltre, è possibile visitare numerosi luoghi di culto e intraprendere percorsi di fede che non solo conducono alla scoperta della storia di Santa Teresa, nell’omonimo Santuario di S. Teresa del Bambino Gesù edificato nella prima metà del Novecento restaurando la vecchia Cappella di S.Francesco nel Convento dei Cappuccini, ma anche nella frazione di Salve, Ruggiano, dove in una piccola chiesa dalla storia antica è celebrata Santa Marina.

Il Salento, infatti, è meta di numerosi pellegrini che passando per le architetture barocche delle chiese di Lecce visitano i borghi come Salve e Barbarano del Capo dove ha sede il complesso storico-monumentale di Leuca Piccola, prima di proseguire il loro viaggio lungo l’antica via di pellegrinaggio che, ieri come oggi, conduce al Santuario di Santa Maria di Leuca De Finibus Terrae, la punta meridionale della Puglia, il luogo dove il mare Adriatico abbraccia il mar Ionio e l’orizzonte non ha confini.

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Orizzonte dal Santuario di Santa Maria di Leuca De Finibus Terrae, Salento, Puglia, Photo Sara Panizzon, TripOrTrek

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